Green Pass, il sindaco di un paese della Val di Susa invita alla disobbedienza civile

MATTIE. Un invito alla “disobbedienza civile” in vista dell’ingresso del Piemonte in zona arancione arriva dalla pagina Facebook di Marina Pittau, sindaco di Mattie, un paese della Valle di Susa. «Abbiamo distrutto – si legge – la sanità pubblica per quella privata, prodotto norme incostituzionali, limitato la libertà di parola e pensiero, credo che da servitore dello stato sia giunto il momento di esprimere un pensiero pubblico ai mie cittadini e non solo». Pittau dice che «è ora di farci sentire» e invita «i colleghi a fare la stessa cosa».

https://www.lastampa.it/torino/2022/01/23/news/green_pass_il_sindaco_di_un_paese_della_val_di_susa_invita_alla_disobbedienza_civile-2838682/

VIVERE SENZA MENZOGNA!

Stiamo ormai per toccare il fondo, su tutti noi incombe la più completa rovina spirituale, sta per divampare la morte fisica che incenerirà noi e i nostri figli, e, noi continuiamo a farfugliare con un pavido sorriso:
– Come potremmo impedirlo? Non ne abbiamo la forza.

Siamo a tal punto disumanizzati, che per la modesta zuppa di oggi siamo disposti a sacrificare qualunque principio, la nostra anima, tutti gli sforzi di chi ci ha preceduto, ogni possibilità per i posteri, pur di non disturbare la nostra grama esistenza. Non abbiamo più nessun orgoglio, nessuna fermezza, nessun ardore nel cuore. Non ci spaventa neppure la morte atomica universale, non abbiamo paura d’una terza guerra mondiale (ci sarà sempre un angolino dove nascondersi), abbiamo paura soltanto di muovere i passi del coraggio civico. Ci basta non staccarci dal gregge, non fare un passo da soli, non rischiare di trovarci tutt’a un tratto privi del filoncino di pane bianco, dello scaldabagno, del permesso di soggiornare a Mosca.

La ricerca letteraria di oggi 3 agosto: Aleksandr Solzenicyn -  nuovAtlantide.org
Ce l’hanno martellato nei circoli di cultura politica e il concetto ci è entrato bene in testa, ci assicura una vita comoda per il resto dei nostri giorni: l’ambiente, le condizioni sociali, non se ne scappa, l’esistenza determina la coscienza, noi cosa c’entriamo? non possiamo far nulla.

Invece possiamo tutto! Ma mentiamo a noi stessi per tranquillizzarci. Non è affatto colpa loro, è colpa nostra, soltanto NOSTRA!
Si obietterà: ma in pratica che cosa si potrebbe escogitare? Ci hanno imbavagliati, non ci danno retta, non ci interpellano. Come costringere quelli là ad ascoltarci?
Fargli cambiare idea è impossibile.

[…] Davvero non c’è alcuna via d’uscita? E non ci resta se non attendere inerti che qualcosa accada da sé?
Ciò che ci sta addosso non si staccherà mai da sé se continueremo tutti ogni giorno ad accettarlo, ossequiarlo, consolidarlo, se non respingeremo almeno la cosa a cui più è sensibile.
Se non respingeremo la MENZOGNA.
Quando la violenza irrompe nella pacifica vita degli uomini, il suo volto arde di tracotanza ed essa porta scritto sul suo stendardo e grida: «IO SONO LA VIOLENZA! Via, fate largo o vi schiaccio! ». Ma la violenza invecchia presto, dopo pochi anni non è più tanto sicura di sé, e per reggersi, per salvare la faccia, si allea immancabilmente con la menzogna. Infatti la violenza non ha altro dietro cui coprirsi se non la menzogna, e la menzogna non può reggersi se non con la violenza. Non tutti i giorni né su tutte le spalle la violenza abbatte la sua pesante zampa: da noi esige solo docilità alla menzogna, quotidiana partecipazione alla menzogna: non occorre altro per essere sudditi fedeli.
Ed è proprio qui che si trova la chiave della nostra liberazione, una chiave che abbiamo trascurato e che pure è tanto semplice e accessibile: IL RIFIUTO DI PARTECIPARE PERSONALMENTE ALLA MENZOGNA. Anche se la menzogna ricopre ogni cosa, anche se domina dappertutto, su un punto siamo inflessibili: che non domini PER OPERA MIA!
È questa la breccia nel presunto cerchio della nostra inazione: la breccia più facile da realizzare per noi, la più distruttiva per la menzogna. Poiché se gli uomini ripudiano la menzogna, essa cessa semplicemente di esistere. Come un contagio, può esistere solo tra gli uomini.
Non siamo chiamati a scendere in piazza, non siamo maturi per proclamare a gran voce la verità, per gridare ciò che pensiamo. Non è cosa per noi, ci fa paura. Ma rifiutiamoci almeno di dire ciò che non pensiamo.
È questa la nostra via, la più facile e accessibile, data la nostra radicata e organica codardia, una via molto più facile che non (fa spavento il nominarla) la disubbidienza civile alla Gandhi.
La nostra via è: NON SOSTENERE IN NESSUN CASO CONSAPEVOLMENTE LA MENZOGNA. Avvertito il limite oltre il quale comincia la menzogna (ciascuno lo discerne a modo suo), ritrarsi da questa cancrenosa frontiera! Non rinforzare i morti ossicini e le squame dell’Ideologia, non rappezzare i putridi cenci: e saremo stupiti nel vedere con quale rapidità la menzogna crollerà impotente e ciò che dev’essere nudo, nudo apparirà al mondo.
Ognuno di noi dunque, superando la pusillanimità, faccia la propria scelta: o rimanere servo cosciente della menzogna (certo non per inclinazione, ma per sfamare la famiglia, per educare i figli nello spirito della menzogna!), o convincersi che è venuto il momento di scuotersi, di diventare una persona onesta, degna del rispetto tanto dei figli quanto dei contemporanei. E da quel momento tale persona:

  • non scriverà più né firmerà o pubblicherà in alcun modo una sola frase che a suo parere svisi la verità;
  • non pronunzierà frasi del genere né in privato né in pubblico, né di propria iniziativa né su ispirazione altrui, né in qualità di propagandista né come insegnante o educatore o in una parte teatrale;
  • per mezzo della pittura, della scultura, della fotografia, della tecnica, della musica, non raffigurerà, non accompagnerà, non diffonderà la più piccola idea falsa, la minima deformazione della verità di cui si renda conto;
  • non farà né a voce né per iscritto alcuna citazione «direttiva» per compiacere, per cautelarsi, per ottenere successo nel lavoro, se non è pienamente d’accordo col pensiero citato o se questo non è esattamente calzante col suo discorso;
  • non si lascerà costringere a partecipare a una manifestazione o a un comizio contro il proprio desiderio o la propria volontà. Non prenderà in mano, non alzerà un cartello se non è completamente d’accordo con lo slogan che vi è scritto;
  • non alzerà la mano a favore di una mozione che non condivida sinceramente; non voterà né pubblicamente né in segreto per una persona che giudichi indegna o dubbia;
  • non si lascerà trascinare a una riunione dove sia prevedibile che un problema venga discusso in termini obbligati o deformati;
  • abbandonerà immediatamente qualunque seduta, riunione, lezione, spettacolo, proiezione cinematografica, non appena oda una menzogna profferita da un oratore, un’assurdità ideologica o frasi di sfacciata propaganda;
  • non sottoscriverà né comprerà in edicola un giornale o una rivista che dia informazioni deformate o che taccia su fatti essenziali.

Non abbiamo enumerato, s’intende, tutti i casi in cui è possibile e necessario rifiutare la menzogna. Ma chi si metterà sulla strada della purificazione non stenterà a individuarne altri, con una lucidità tutta nuova.
Certo, sulle prime sarà duro. Qualcuno si vedrà temporaneamente privato del lavoro. Per i giovani che vorranno vivere secondo la verità, all’inizio l’esistenza si farà alquanto complicata: persino le lezioni che si apprendono a scuola sono infatti zeppe di menzogne, occorre scegliere. Ma per chi voglia essere onesto non c’è scappatoia, neppure in questo caso: mai, neanche nelle più innocue materie tecniche, si può evitare l’uno o l’altro dei passi che si son descritti, dalla parte della verità o dalla parte della menzogna: dalla parte dell’indipendenza spirituale o dalla parte della servitù dell’anima. E chi non avrà avuto neppure il coraggio di difendere la propria anima non ostenti le sue vedute d’avanguardia, non si vanti d’essere un accademico o un «artista del popolo» o un generale: si dica invece, semplicemente: sono una bestia da soma e un codardo, mi basta stare al caldo a pancia piena.
Anche questa via, che pure è la più moderata fra le vie della resistenza, sarà tutt’altro che facile per quegli esseri intorpiditi che noi siamo. Ma quanto più facile che darsi fuoco o fare uno sciopero della fame: il tuo corpo non sarà avvolto dalle fiamme, non ti scoppieranno gli occhi per il calore, e un po’ di pane nero e d’acqua pura si troveranno sempre per la tua famiglia.
[…]
Una via non facile? La più facile, però, fra quelle possibili. Una scelta non facile per il corpo, ma l’unica possibile per l’anima. Una via non facile, certo, ma fra noi ci sono già delle persone, anzi decine di persone, che da anni tengono duro su tutti questi punti e vivono secondo verità.
Non si tratta dunque di avviarsi per primi su questa strada, ma di UNIRSI AD ALTRI! Il cammino ci sembrerà tanto più agevole e breve quanto più saremo uniti e numerosi nell’intraprenderlo. Se saremo migliaia, nessuno potrà tenerci testa. Se saremo decine di migliaia, il nostro paese diventerà irriconoscibile!
Ma se ci facciamo vincere dalla paura, smettiamo di lamentarci che qualcuno non ci lascerebbe respirare: siamo noi stessi che non ce lo permettiamo. Pieghiamo la schiena ancora di più, aspettiamo dell’altro, e i nostri fratelli biologi faranno maturare i tempi in cui si potranno leggere i nostri pensieri e mutare i nostri geni.
Se ancora una volta saremo codardi, vorrà dire che siamo delle nullità, che per noi non c’è speranza, e che a noi si addice il disprezzo di Puskin:

A che servono alle mandrie i doni della libertà?
Il loro retaggio, di generazione in generazione
sono il giogo con i bubboli e la frusta.

Mosca, 12 febbraio 1974 [Giorno dell’arresto di Solženicyn, precedente all’espulsione dall’URSS].

Covid-19 Vaccine Effectiveness is as low as MINUS 105% among the Triple Vaccinated according to latest UKHSA report

The latest report available from the UK Health Security Agency shows that the Covid-19 vaccines are now proving to have a negative effectiveness in the triple vaccinated population as low as minus-105% .

Pfizer claim that there Covid-19 mRNA injection has a vaccine effectiveness of 95%. They were able to claim this because of the following –

During the ongoing clinical trial, 43,661 subjects were split evenly between the placebo and vaccine groups (about 21,830 subjects per group).

In the placebo group — the group that didn’t have the Pfizer Covid-19 vaccine — 162 became infected with the coronavirus and showed symptoms.

Whilst in the vaccine group — the group that got the real vaccine — that number was only 8.

Therefore the percentage of placebo group who became infected equated to 0.74% (162 / 21830 x 100 = 0.74).

Whilst 0.04% of the vaccinate group became infected (8 / 21830 x 100 = 0.04)

In order to calculate the efficacy of their Covid-19 mRNA injection, Pfizer then performed the following calculation –

They first subtracted the percentage of infections in the vaccinated group from the percentage of infections in the placebo group.

0.74% – 0.04% = 0.7%

Then they divided that total by the percentage of infections in the placebo group, which equated to 95%.

0.7 / 0.74 = 95%.

Therefore, Pfizer were able to claim that their Covid-19 mRNA injection is 95% effective.

We don’t need to go into the fact that this calculation was extremely misleading and only measured relative effectiveness rather than absolute effectiveness. Neither do we need to go into the fact that Pfizer chose to ignore thousands of other suspected infections during the ongoing trial and not perform a PCR test to confirm the infection because it would have thrown efficacy below the required minimum of 50% to gain regulatory approval.

The reason we don’t need to go into it is because the general public are being told that the Pfizer Covid-19 vaccine is 95% effective due to the calculation performed above. The same calculation was also used based on individual results to claim a vaccine efficacy of around 70% for AstraZeneca, and around 98% for Moderna.

Now, thanks to a wealth of data published by the new UK Health Security Agency we are able to use the same calculation that was used to calculate 95% effectiveness of the Pfizer vaccine, to calculate the real world effectiveness of the Covid-19 vaccines.

Table 9 of the latest UK Health Security Agency Vaccine Surveillance report, published 20th Jan 22, shows the number of recorded infections by vaccination status between week 51 of 2021 and week 2 of 2022.

Whilst table 12 shows the confirmed case rate among the triple vaccinated (does not include double vaccinated), and rates among persons not vaccinated per 100,000 people.

Pfizer had an equal amount of people who had been vaccinated, and had not been vaccinated in the ongoing clinical trial in order to calculate the effectiveness of their vaccine, so in order to calculate the real-world effectiveness all we have to do is perform the same calculation using the rates per 100,000 numbers supplied by the UK Health Security Agency, which are as follows –

The effectiveness of all available vaccines combined is as low as minus-105% within the triple vaccinated 60-69 age group, and only as high as +42% in the under 18’s, the only age group other than the 18-29-year-olds that the vaccines are currently showing to have a positive effectiveness.

This proves that the Covid-19 vaccines are making people more susceptible to catching Covid-19, rather than preventing cases of Covid-19 by the claimed 95%, and the fact the effectiveness of the vaccines is negative suggests that they are decimating the immune systems of the recipients, at least when it comes to infection from the alleged SARS-CoV-2 virus.

By combining the numbers provided for all age groups over the age of 18, we have been able to calculate an average vaccine effectiveness of minus-41% in the triple vaccinated, and we’re definitely seeing this in the number of confirmed cases by vaccination status.

Between week 51 and week 2 of 2022 there were 165,928 confirmed Covid-19 cases in the unvaccinated over 18’s, but a frightening 846,507 confirmed cases in the triple vaccinated over 18’s.

https://dailyexpose.uk/2022/01/21/covid-vaccine-effectiveness-minus-105-percent-triple-vaccinated/

1 GIOVANNI 2: 18-29;
 
18 Figlioli, questa è l’ultima ora. Come avete udito che deve venire l’anticristo, di fatto ora molti anticristi sono apparsi. Da questo conosciamo che è l’ultima ora. 19 Sono usciti di mezzo a noi, ma non erano dei nostri; se fossero stati dei nostri, sarebbero rimasti con noi; ma doveva rendersi manifesto che non tutti sono dei nostri. 20 Ora voi avete l’unzione ricevuta dal Santo e tutti avete la scienza. 21 Non vi ho scritto perché non conoscete la verità, ma perché la conoscete e perché nessuna menzogna viene dalla verità. 22 Chi è il menzognero se non colui che nega che Gesù è il Cristo? L’anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio. 23 Chiunque nega il Figlio, non possiede nemmeno il Padre; chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre.
24 Quanto a voi, tutto ciò che avete udito da principio rimanga in voi. Se rimane in voi quel che avete udito da principio, anche voi rimarrete nel Figlio e nel Padre. 25 E questa è la promessa che egli ci ha fatto: la vita eterna.
26 Questo vi ho scritto riguardo a coloro che cercano di traviarvi. 27 E quanto a voi, l’unzione che avete ricevuto da lui rimane in voi e non avete bisogno che alcuno vi ammaestri; ma come la sua unzione vi insegna ogni cosa, è veritiera e non mentisce, così state saldi in lui, come essa vi insegna.
28 E ora, figlioli, rimanete in lui, perché possiamo aver fiducia quando apparirà e non veniamo svergognati da lui alla sua venuta. 29 Se sapete che egli è giusto, sappiate anche che chiunque opera la giustizia, è nato da lui.

“E io, con la mia autorità di sacerdote, invoco sui tiranni il castigo di Dio!”

Cari amici di Duc in altum, ricevo e pubblico l’omelia preparata per il giorno dell’Epifania da un sacerdote affezionato lettore del blog. L’autore, che preferisce restare anonimo, alla fine pronuncia parole veramente forti. Espressioni del tutto inusuali in questa nostra epoca di misericordismo e di ipocrisia da politicamente corretto. 

Aggiornamento

Il sacerdote che ha pronunciato questa omelia, in seguito alla sua pubblicazione, mi ha pregato di render nota questa confidenza da parte sua: “La sera del 5 gennaio, dopo l’annuncio dell’ennesimo decreto ingiusto e discriminatorio, ho letto lo sconforto nel volto dei fedeli che si erano radunati per recitare il Santo Rosario per il nostro Paese. Prima di andare a dormire, davanti al tabernacolo, ho chiesto al Signore di suggerirmi che cosa dire l’indomani per incoraggiarli. Alle due di notte mi sveglio di soprassalto e mi vengono in mente, in modo perentorio, le precise parole che ho poi aggiunto all’omelia che avevo preparato. Al risveglio le ricordavo perfettamente; ciononostante ho deciso di ometterle per ragioni di opportunità. Poco prima della Messa, però, mi sono reso conto che, dopo una richiesta così specifica e una risposta così chiara, non potevo farlo: sarebbe stata una diretta disobbedienza a Dio. Ho quindi obbedito, confortato da una profonda pace del cuore, scevra da qualunque sentimento di odio o di ribellione”.

***

«Aperti i loro scrigni, gli offrirono in dono oro, incenso e mirra» (Mt 2, 11).

Nella festa dell’Epifania la Chiesa contempla la manifestazione del Figlio di Dio al mondo: è Dio che si mostra visibilmente nella carne, nella natura umana, a tutti gli uomini. I Magi rappresentano le primizie dei popoli che, grazie all’annuncio degli Apostoli e dei loro successori, verranno alla fede. In questo modo ha cominciato a realizzarsi la profezia che abbiamo appena udito: Isaia vide che Gerusalemme, prefigurazione della Chiesa, avrebbe accolto schiere di figli e di figlie che avrebbero portato in dono le ricchezze dei popoli. La Chiesa oggi abbraccia tutte le nazioni, anche se non tutti gli individui sono ancora cristiani, dato che non conoscono ancora la fede e non hanno ancora ricevuto la grazia del Battesimo; tuttavia la Chiesa è giunta in ogni parte del mondo. Noi professiamo anzitutto questo grande mistero: adoriamo il Signore che, grazie alla Chiesa, è presente in ogni luogo e viene adorato ovunque sulla terra.

Cosa dobbiamo imparare da questa festa?

Prima di tutto il primato dell’adorazione. I Magi erano saggi persiani che avevano anche una dignità sacerdotale, dei sapienti che scrutavano il cielo e avevano notato il sorgere di un nuovo astro. Grazie alle antiche Scritture avevano capito che si trattava del re che doveva nascere in Giudea, ma non di un re qualunque: era il re divino, il re mandato dal cielo. Si erano quindi messi in cammino e, trovato il bambino, nonostante le umili condizioni in cui si trovava in quel momento, si erano gettati ai suoi piedi. Noi dobbiamo imparare da loro a dare all’adorazione di Dio il primo posto in assoluto: in ogni circostanza, in qualsiasi situazione ci troviamo, dobbiamo anzitutto cercare il Signore e metterci alla sua presenza.

Se possiamo andare in chiesa, poniamoci davanti al tabernacolo, dove è realmente presente nel suo corpo, sangue, anima e divinità; gettiamoci ai suoi piedi come i Magi e offriamogli noi stessi. Se non possiamo andare in chiesa, cerchiamolo dentro di noi raccogliendoci nell’intimo, sapendo che l’anima del battezzato in stato di grazia è dimora della Santissima Trinità. Facciamo silenzio nel nostro cuore; non lasciamoci completamente dissipare dalle notizie, dagli avvenimenti, dalle voci, dalle congetture, ma rientriamo in noi stessi il più spesso possibile per cercare la presenza di Dio nella nostra anima di battezzati.

Poi, una volta che, o in chiesa davanti al tabernacolo o nel santuario interiore dell’anima, ci siamo posti alla presenza del nostro Creatore e Redentore, abbandoniamoci a Lui dicendogli: «Tu sei qui; perciò non ho nulla da temere, perché ci sei Tu. Tu sei presente e continui a operare, continui a proteggermi, continui ad assicurarmi tutto ciò di cui ho bisogno. Anche se dovrò soffrire, anche se dovrò lottare, tu non mi farai mai mancare l’indispensabile». Dobbiamo dare a questo atto di adorazione e di abbandono il primato su tutto il resto, su ogni altra attività.

Nell’adorare il Signore, nel riconoscere la sua presenza, dobbiamo anche offrirci a Lui. I Magi portarono dei doni che rappresentavano un omaggio a Colui che era adorato, dei doni relativi alla sua identità, che significavano la sua dignità. Prima di tutto la sua dignità regale: ecco l’oro; poi la sua identità divina: ecco l’incenso; infine la sua missione di Salvatore: ecco la mirra, che veniva usata per le sepolture ed è quindi un preannuncio velato della sua morte redentrice.

Noi possiamo offrirgli doni spirituali che prendiamo da noi stessi. Con la nostra testimonianza cristiana, lo riconosciamo come vero sovrano del mondo, come nostro vero re; perciò gli offriamo l’oro della nostra pubblica professione di fede: siamo cristiani e militiamo quindi per il Signore Gesù. Poi gli offriamo l’incenso della nostra preghiera, che deve diventare un movimento costante della nostra anima. Infine gli offriamo la mirra della mortificazione: il cristiano, come nuova creatura, deve far morire l’uomo vecchio con le sue concupiscenze e far crescere sempre più la vita soprannaturale che ha ricevuto nel Battesimo. Nell’atto stesso di adorarlo, offriamoci dunque a Lui mediante questi doni: la testimonianza pubblica che rendiamo al nostro Re, la devozione dell’anima che si abbandona a Lui riconoscendolo come Dio onnipotente, che può tutto in qualsiasi momento, e la mortificazione delle nostre tendenze cattive.

Dal punto di vista storico, la visita dei Magi alla Santa Famiglia ci mostra altresì gli atteggiamenti che dobbiamo avere di fronte ai tiranni di questo mondo. A Gerusalemme regnava Erode: era un usurpatore, un uomo che non era neanche ebreo, un tiranno sanguinario che aveva ottenuto il potere grazie a una concessione di Roma. Quando arrivano i Magi dicendo che è nato il Re dei Giudei, questo tiranno, evidentemente, si mette in agitazione, poiché sa che il vero Re dei Giudei non è lui, bensì il Messia; chiede quindi ai sacerdoti e agli scribi dove deve nascere il Cristo. Erode è perfettamente consapevole del problema; si rende conto di essere un intruso, perché il posto da lui occupato spetta al Messia, di cui sa che deve venire. I sacerdoti e gli scribi gli rispondono che, secondo il profeta Michea, nascerà a Betlemme. Quei rappresentanti religiosi, conniventi con il potere abusivo di Erode, sanno perfettamente non soltanto che deve nascere il Messia, ma anche dove; eppure rimangono del tutto indifferenti.

Qui c’è un potere religioso e civile che non sta adempiendo il suo compito, lo scopo per il quale sussiste: non sta facendo ciò per cui è legittimato ad agire. Che cosa fanno allora i Magi? Ricevono il compito di andare a informarsi e di riferire a Erode dove sta il bambino; ovviamente egli mente, dato che non vuole adoralo, ma sopprimerlo. Anche questo però – come insegna san Leone Magno – è servito ai piani divini: con la strage degli Innocenti, la notizia della nascita del Messia si è diffusa ulteriormente; la fuga in Egitto, poi, ha fatto sì che il Redentore visitasse anzitempo quella terra avvolta dalle tenebre del paganesimo e della stregoneria, prima ancora che arrivassero gli Apostoli; vi ha portato la sua grazia prima ancora che quel popolo se ne potesse rendere conto. Anche Erode, suo malgrado, ha dunque contribuito al compimento dei disegni divini; ignaro di farlo, sì, ma lo ha fatto. La storia dei Magi ci fa riconoscere che Dio guida i suoi eletti in ogni circostanza, servendosi, nella sua Provvidenza, anche dell’agire dei suoi nemici.

Una volta trovato il bambino, i Magi, avvertiti in sogno, non tornarono a informarne Erode, decidendo così che dovevano obbedire a Dio piuttosto che al tiranno, poiché ai tiranni non si obbedisce. Obbedire ai tiranni è peccato; si obbedisce a Dio – e a Dio solo. Poi si obbedisce agli uomini nella misura in cui quelli legittimamente dotati di autorità esigono ciò che è giusto, ciò che è conforme al diritto, ciò che corrisponde alla volontà di Dio; gli uomini sono soltanto rappresentanti, non autocrati. Se qualcuno si pone come autocrate, detenendo un potere che non è stato legittimato da nulla, né da un’investitura divina, come avveniva in passato, né da un voto democratico, allora quell’uomo, evidentemente, governa in modo illegittimo e non va obbedito.

Noi dobbiamo assolutamente mantenere i nervi saldi, il discernimento vigile e la pace del cuore. Quello che stanno facendo (siccome non riescono a piegare tutta la popolazione ai loro desideri, dettati sostanzialmente dal profitto e anche, probabilmente, da un disegno di controllo globale) è una guerra psicologica che mira a far crollare le persone. Sapendo questo, dobbiamo rispondere nel modo giusto, senza farci coinvolgere, per quanto possibile, conservando la mente lucida e cercando di fare, con l’aiuto della grazia, quello che possiamo. Il Signore ci ispira, facendoci vedere le mosse da compiere e i passi da fare, purché rimaniamo tranquilli di fronte a Lui, in adorazione, senza lasciarci scuotere da nessuna eventualità.

Il regime continua a bombardarci di annunci contraddittori e di disposizioni poco chiare, con provvedimenti di per sé invalidi perché non prevedono sanzioni. Non si tratta necessariamente di provvedimenti coerenti; a parte la loro illegittimità radicale, molto spesso sono annunci che mirano a scoraggiare le persone, a farle sentire impotenti, senza difesa. Noi, invece, abbiamo come difesa il nostro Dio, il nostro Re, Gesù Cristo; dobbiamo perciò perseverare nell’obbedienza a Lui e fare in modo che nulla ci tolga la pace interiore.

Io, con la mia autorità di sacerdote, che mi rende partecipe dell’autorità apostolica, invoco sui tiranni il castigo di Dio. Lo faccio pubblicamente e chiamo voi a testimoni: il tuo popolo, Signore, è testimone di queste parole. Io invoco la tua maledizione su quelli che ci stanno opprimendo, perché possano convertirsi ed evitare il castigo eterno. È il tuo popolo, Signore, che stanno vessando; è il tuo popolo che vogliono portare alla disperazione; è il tuo popolo santo, è questo resto fedele che continua ad adorarti e seguirti, nonostante tutto. Ti supplico di intervenire in suo favore. So che il popolo italiano non lo merita, ma per riguardo ai tuoi piccoli, ai tuoi poveri, a questo resto fedele, ti supplico di intervenire e di togliere di mezzo i tiranni che ci opprimono.

Sia lodato Gesù Cristo!

L’Italia è nell’occhio del ciclone, … soffrirà molto a causa dell’indifferenza alle Leggi di Dio.

Carbonia 19.01.2022  locuzione

L’Italia è nell’occhio del ciclone,
… soffrirà molto a causa dell’indifferenza alle Leggi di Dio.

Amati figli, sono la Vergine del Carmelo, vengo a portarvi aiuto, farvi uomini di amore e carità.

Il tempo della mia manifestazione è prossimo, chiedo a tutti i seguaci di mio Figlio Gesù di mantenersi saldi nella fede e nel rispetto delle Leggi Divine.

Quando tutto sembrerà ormai perduto, la Voce di Dio Padre vibrerà nell’Universo! Molti cuori impazziranno dal timore perché solo allora capiranno il loro peccato.

Amati figli, vi è data la grazia di aprire i vostri cuori al vostro Unico e Vero Dio, al vostro Creatore. Spalancate la porta del vostro cuore a Cristo Gesù, solo chi sarà fedele alla sua Volontà, vivrà.

Come Madre e Regina vengo a supplicarvi la conversione, o uomini, quale Madre del Dio Salvatore vi chiedo umilmente di tornare in fretta alla Verità. L’ombra della morte attanaglia molti cuori, ma Dio vuole dare all’uomo ancora una possibilità di salvezza attraverso la conversione.

Ascoltate, o uomini, e prendete atto di questo appello Divino per non trovarvi poi separati dal Gregge di Dio e finire nella Geenna.

L’Italia è nell’occhio del ciclone,
… soffrirà molto a causa dell’indifferenza alle Leggi di Dio.

L’uomo si è associato a Lucifero, si sta donando a lui per un misero pezzo d’argento, …non ha riposto la fede in Colui che è il Divino Creatore, il Solo, l’Unico e vero Dio! Ha prestato il fianco al Male, …si troverà scoperto dell’aiuto di Dio.

Gesù: Povera Umanità! … Ah, che dolore in Me! A causa dei vostri peccati vivo ancora quelle terribili frustate sulla mia pelle e sento il dolore dei chiodi conficcati nei miei piedi e nelle mie mani.

Mi hanno deriso e crocifisso! Hanno attraversato il mio Cuore con una lancia!

Poveri uomini, poveri perché questo è ciò che oggi subirete voi che ancora Mi rinnegate per preferire colui che vi sbranerà vivi.

Siete ormai  alle ultime battute, …l’orologio è già al suo ultimo gong. Miserum est!